Data: 04/08/2012
 

Angela Morelli, information design e impronta idrica

“Il buon design va oltre le competenze di un singolo professionista nell’usare tecniche tipografiche, colori o griglie grafiche. Consiste nella capacità di entrare in contatto con le persone e dedicarsi a cause importanti” 

Angela Morelli, information design e impronta idrica

“Il buon design va oltre le competenze di un singolo professionista nell’usare tecniche tipografiche, colori o griglie grafiche. Consiste nella capacità di entrare in contatto con le persone e dedicarsi a cause importanti. Come quella dell’acqua e dell’impronta idrica di ciascuno di noi". Information design è far sì che anche l’informazione più complessa sia accessibile a un’audience non specializzata”. E' quanto ripete Angela Morelli, nelle sue conferenze in giro per il mondo. La designer italiana non a caso cita Richard Saul Wurman - docente al Massachussets Institute of Technology di Boston, teorizzatore del “sovraccarico informativo” che porta ansietà e disagio di fronte al moltiplicarsi di fonti informative. Secondo questo teoria, infatti, come spiega Morelli: “il ruolo del designer non si esaurisce nel comunicare in modo chiaro ed efficace, ma deve fornire gli strumenti più adatti a chi ha il compito di analizzare, organizzare e presentare dati e informazioni”. La designer è stata l’unica donna italiana fra i 192 Young Global Leaders 2012 nominati dal World Economic Forum. Dopo una laurea in Ingegneria al Politecnico di Milano ed un master in Disegno Industriale si è specializzata a Londra in Information Design con un Master biennale alla Central St Martins University. Il lavoro più conosciuto della designer è il The Global Water Footprint of Humanity: un progetto basato su una ricerca dell’Unesco e dell’Università di Twente, in Olanda, che ha lo scopo di visualizzare l’impronta idrica di 132 paesi comunicando attraverso illustrazioni, diagrammi, immagini, parole, quale sia il vero impatto del consumo di acqua a livello globale. La ricerca è basata sul concetto di virtual water coniato dal professor Tony Allan, un concetto che permette di quantificare l'utilizzo idrico durante il processo produttivo monitorando i consumi, anche sull'uso dell'acqua che "mangiamo" e beviamo. L’idea di virtual water aiuta a capire meglio quanto pesano le nostre abitudini sulle risorse del pianeta e un’efficace "data visualization" consente di comunicare la scienza in maniera democratica anche ai non esperti: “Un design efficace può aiutarci ad agire e consumare in modo più sensato - sottolinea Morelli - La comprensione e la volontà precedono l’azione e il cambiamento”. Nella pratica, Morelli ha visualizzato l’invisibile. E con successo: il suo lavoro ha fatto il giro del mondo ed è stato utilizzato dai ricercatori e distribuito durante la Conferenza sul clima di Copenhagen nel 2009. Attualmente la designer sta lavorando in Norvegia, collabora con i ricercatori del Knowledge Centre di Oslo ad un progetto finanziato dall’Unione Europea per strutturare e visualizzare informazioni in ambito sanitario per pazienti, medici e policy makers. Tecnica e responsabilità sociale, quindi, dove affiancate anche alla "bellezza" hanno sempre un valore poiché “quando è conseguenza della chiarezza -sottolinea Morelli - ha un ruolo fondamentale nell’accrescere la consapevolezza e l’interesse nelle persone”. Quello che si presenta è un rapporto stretto fra designer e società: “Il buon design va oltre le competenze di un singolo professionista nell’usare tecniche tipografiche, colori o griglie grafiche. Consiste nella capacità di entrare in contatto con le persone e dedicarsi a cause importanti come quella dell’acqua e dell’impronta idrica di ciascuno di noi". Angela Morelli si e` appena trasferita in Norvegia per continuare a dedicarsi a nuovi progetti; ci terremo in contatto con lei e seguiremo le fasi di sviluppo dei suoi progetti speriamo anche in una collaborazione reciproca. Maree considera un successo che Morelli abbia dato senso attraverso i suoi studi e le sue sperimentazioni ad una conoscenza piu` permeabile "trattandosi di acqua", che e` spesso poco fruibile o persa nelle tabelle e nei numeri. Abbiamo pensato che lo sforzo di contestualizzare un linguaggio e portarlo a tutti sia in se un progetto, un percorso, un racconto..."un racconto dell'acqua".

Carlo Bochicchio - Londra

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