Data: 26/10/2012
 

Plastic bag. Sognando il Pacific Trash Vortex

Plastic Bag di Ramin Bahrani, diciotto lirici minuti di una "busta di plastica" con la voce di Werner Herzog. In questo cortometraggio - che vi proponiamo integralmente - il protagonista è un sacchetto di plastica che riesce ad evadere dalla discarica in cui è finito grazie alla forza del vento. Un evento, quest'ultimo, fortemente voluto. La sua è una fuga per necessità, dettata dalla disperata ricerca dell'essere umano che le ha dato vita, il "Creatore". In questo suo viaggio la "busta" incontra strane creature, amori fugaci in cielo, una colonia di profetici sacchetti laceri su uno steccato e l'ignoto. Ma la sua ricerca finirà quando la pioggia la trasporterà in un corso d’acqua e poi in mare, dove si ritroverà tra i suoi simili nel  Vortice dei rifiuti del Pacifico: cinquecento miglia marine di immondizia che gira vorticosamente. Per la nostra "plastic bag" sarà una sorta di nirvana nel quale lentamente la sua memoria si scioglierà per riunirsi ai propri simili, nella profondità dell'oceano. Il nostro sacchetto di plastica sarà in grado, lì, di dimenticarsi del suo creatore?
Certo è che la visione di questa Odissea della civiltà della plastica ti conquista piano piano e - una volta che ti ha in pugno - ti travolge con una potenza rara, grazie anche ad una splendida colonna sonora originale composta da Kjartan Sveinsson dei Sigur Rós. Plastic Bag fa parte della serie di cortometraggi Futurestates per la ITVS (Indipendent Television Service). Dopo questa visione non riuscirete più a guardare la vostra busta di plastica quotidiana con gli stessi occhi. 

 

Ramin Bahrani
Regista e sceneggiatore indipendente. Nato in America nel 1975, si laurea alla Columbia University di New York prima di trasferirsi in Iran, terra di origine della sua famiglia, dove completa il suo film-tesi Strangers (2000); infine torna negli USA, dove ha realizza il suo primo lungometraggio Man Push Cart (2005), presentato con successo alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nel 2005 e poi al Sundance Film Festival nel 2006. Il film vince numerosi premi e viene nominato per tre Independent Spirit Awards. Il suo secondo film Chop Shop (2007) viene presentato al Festival di Cannes nel 2007, nell'ambito della Quinzaine des Réalisateurs, e poi a Toronto (2007) e a Berlino (2008) e viene distribuito nei cinema con ampio successo di critica. Il suo lungometraggio successivo Goodbye Solo vince il premio FIPRESCI alla Mostra di Venezia del 2008. Il film viene presentato successivamente anche ai festival di Toronto, Londra, Vienna. Negli Stati Uniti la pellicola ottiene critiche particolarmente positive e diventa un film simbolo del nuovo cinema indipendente, realizzato con budget ridotto, che trova un circuito di distribuzione grazie ai festival, alle università e ai blog. Dopo Plastic Bag è stata la volta di altri episodi della seie tv de Futurestates e quest'anno alla 69esima Mostra di Venezia si è presentato con il film At Any Priceper scrivere quest'ultimo racconta di aver passato sei mesi tra gli agricoltori del Midwest. Ed è a contatto con loro che ha appreso quanto spietato possa essere il mondo dell’agricoltura contemporanea monopolizzato da grossi produttori di semenze geneticamente modificate. Liberty Seeds è uno di questi gruppi e Henry Whipple (Dannis Quaid) viaggia in lungo e in largo per lo stato dell’Iowa vendendone i semi di mais, sempre alla ricerca famelica di nuovi clienti, in lotta con i suoi concorrenti per essere il “numero uno” nel maggior numero di contee, anche a costo di utilizzare mezzi non proprio legali per raggiungere il suo scopo. Liberty Seeds, AgriWarriors: nei nomi degli attori economici in scena risuonano gli echi di una nazione in guerra perenne oltre frontiera ma innanzitutto al suo interno dacché ancora non riesce ad affrancare i suoi cittadini dalla bestiale logica hobbesiana del tutti contro tutti.

Beatrice Dell'Acqua - Roma

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  • MareNero

    MareNero - Numero 0

    MareNero - Numero 0

    26/06/2014

    Macabro, estremo, neo-noir, insolito, lugubre, inquietante, atroce; inediti, esordienti e autori affermati nella rivista che tanto ci mancava. Contaminazione di generi e visioni alterate nel supplemento gratuito di MareeOnline.com... Continua

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