Data: 23/11/2012
Autore: Sabrina Deligia 

Se io fossi acqua. Memoria dell'alluvione

“Se io fossi acqua" è un documentario che narra il dramma e la rinascita di una comunità colpita dall’alluvione del 25 ottobre 2011, nella Valle del Pignone. “Uno tsunami venuto dai monti”, che devastò il territorio delle Cinque Terre, della Val di Vara e della Val di Magra. A un anno da quel tragico evento, oscurata da altre drammatiche emergenze, c'è questa storia filmata che viaggia nel silenzio delle sale cinematografiche e dei media mainstream da circa un mese ed è arrivata a noi tramite il tam tam dei socialnetwork.

Un contatto con Luigi, l'attesa del demo che oggi vi presentiamo, quella di un sito internet messo su mentre aumentavano le richieste di “proiezione, di “visone”, di notizie su questa storia straordinaria. La storia di una comunità, quella di Pignone, che si è rimboccata le “maniche” ed ha raccontato alluvione e ricostruzione “cammin facendo”. 
E' un viaggio di oltre dieci mesi, narrato dalle voci di chi ha vissuto il dramma in prima persona ma anche dai soccorritori e dai tecnici della Protezione Civile, per testimoniare la reazione di uomini e donne che di fronte al disastro e al ritardo degli aiuti economici hanno scelto la via dell’azione solidale, dell’appartenenza e dell’attaccamento alla terra. E' il viaggio di Marco Matera, chimico, Luigi Martella, biologo e un regista, Massimo Bondielli. Ma è anche il "cammino" di centinaia di volontari giovani e meno giovani, che senza clamori e sensazionalismi hanno messo a disposizione dei cittadini pignonesi la loro solidarietà.
E' la storia filmata di una comunità travolta dall'alluvione e quella dei volontari che insieme, nel silenzio del resto del mondo, si sono "sgrullati" il fango di dosso e sono ripartiti verso una reciproca "ricostruzione". Un lavoro interamente auto-prodotto dagli autori che hanno investito le proprie energie e le differenti competenze: “adesso l'obiettivo è quello di far conoscere la bellezza di questa comunità attraverso la magia del cinema”. 

Ma come è nata l'idea? Gli autori, dal loro blog, raccontano così: “Nei giorni successivi all’evento alluvionale del 25 ottobre 2011 che interessò, sconvolgendolo, parte del territorio delle Cinque Terre, della Val di Vara e della Val di Magra, Luigi si trovò - per lavoro - sul torrente Pignone, in una piccola valle in sponda destra del Fiume Vara, nello Spezzino, in Liguria. Subito dopo l’alluvione era già stato a Brugnato e Rocchetta Vara con i ricercatori del Cnr di Torino e dell’Università di Genova e poi a Vernazza a “camminare” per via Roma, sopra 5 metri di fango. Ma fu particolarmente colpito dalla desolazione incontrata percorrendo la valle del torrente Pignone.
Come se “uno Tsunami fosse venuto dai monti!” Ancora ricorda una signora, abitante di una casa isolata a valle del piccolo borgo di Memola, che appena vide l’auto dell’ente per il quale lavora (Arpal), vi si gettò contro chiedendo aiuto e sostegno, affinché non ci si dimenticasse di lei e di quella terra. Luigi non poté far altro che ascoltarla e confortarla. Ma si sentì impotente.
Tornato in ufficio, Luigi ne parlò con Marco già impegnato, come tecnico di laboratorio, nell’emergenza a dare il suo supporto. Decisero di provare a raccontare quelle storie di abitanti di una sperduta vallecola dell’Appennino ligure. L’idea c’era, così come la tensione emotiva, ma non era chiaro come realizzare un documento video. Così, al “progetto intenzionale” di Luigi e Marco, si aggiunse Massimo e grazie al suo lavoro di documentarista e regista, si diede inizio alla realizzazione dell’idea.
La visione di “Se io fossi acqua” vale più di ogni altra parola che non sia tra quelle già “spese” dagli autori e dai protagonisti di questo racconto di vita. Vi lasciamo al demo e ringraziano Luigi, Marco e Massimo per il lavoro fatto. 

Sabrina Deligia - Roma 

Link: Se io fossi acqua

Commenti degli utenti

29/11/2012 - 06:51 liliana costa scrive:
io purtroppo il 1 dicembre sono fuori Spezia, quindi non ci sarò, ma grazie per aver capito i nostri sentimenti, il vuoto che abbiamo sentito e sentiamo tuttottora nello stomaco, si proprio lì un buco..........che ci è venuto la mattina quando siamo arrivati, io mio marito i nostri nipoti abbiamo passato la notte del 25 ottobre fuori Pignone a Spezia, perché non abbiamo potuto raggiungere le nostre case, e abbiamo visto un vuoto al posto del nostro amatissimo ponte.  Un buco allo stomaco e senza parole, che solo chi ama la nostra valle capisce, quando sono andata a Memola che non aveva più la sua strada........un buco e senza parole quando siamo andati verso i monti di Pignone................, la montagna si è staccata e gli alberi le rocce tutte giù nel nostro torrente...........grazie!!!!!!

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